DONNE, PARLIAMO DI SESSO SENZA TABU’

Come vivere una sessualità appagante negli anni della maturità.

Come sappiamo il sesso fa bene a tutte le età ma diventa ancora più importante per gli over60, non solo per il benessere psicofisico ma soprattutto perché aiuta a ridurre il rischio di disturbi psichici, malattie cardiovascolari e tumori.

Durante l’eccitazione e l’orgasmo, infatti, vengono rilasciati neurotrasmettitori e gli ormoni cosiddetti “della felicità”: l’ossitocina che riduce lo stress; la dopamina che migliora la coordinazione motoria, stimola la memoria e le funzioni cognitive. Si alzano, inoltre, i livelli di serotonina, un antidepressivo endogeno, e quelli di endorfina, un potente antidolorifico naturale.

Tuttavia, uno studio dimostra che, con l’avanzare dell’età, l’intimità subisce una riduzione significativa: tra gli uomini solo il 31% è sessualmente attivo a 80 anni, e questo dato scende al 14% per le donne.

Dopo la menopausa molte donne rinunciano al sesso convinte che la fine della fase riproduttiva significhi anche la fine della vita sessuale. Invece, è proprio questo il periodo in cui possono trarne maggiore beneficio mentale e fisico. Come per la pensione, questo momento può essere vissuto in due modi differenti: come una fine o come un inizio.

La fine della fase riproduttiva segna infatti l’inizio di una nuova sessualità in cui dedicarsi al proprio piacere senza dover prendere precauzioni per il timore di gravidanze indesiderate. Il sesso può essere vissuto con maggiore libertà, lasciandosi andare e assaporando le sensazioni del proprio corpo senza freni o inibizioni. Una donna matura ha imparato a conoscersi, sa cosa desidera e come ottenerlo, ha acquisito una maggiore sicurezza e consapevolezza di sé, vuole compiacere il partner ma pretende il godimento cui entrambi hanno diritto.

Nondimeno, non possiamo negare che anche in Occidente le donne hanno subito una forma di infibulazione psicologica che le ha portate a considerare il proprio piacere quasi come un peccato. Ancora oggi c’è imbarazzo a parlare di orgasmo e di autoerotismo femminile. Ancora oggi si legge in riviste specializzate che “gli uomini sembrano ottenere benefici con il rapporto sessuale completo, mentre per le donne la penetrazione non è rilevante ma sono molto più importanti i baci, le carezze e i preliminari”.

Studi scientifici hanno dimostrato il contrario.

La mancanza di estrogeni che si verifica quando una donna va in menopausa diminuisce l’afflusso di sangue nella regione pelvica e questo provoca secchezza e atrofia vaginale. Di conseguenza, avverte fastidio e persino dolore alla penetrazione, per questo tende a rifiutarla.

Tuttavia è proprio l’inattività sessuale a comportare un indebolimento del tono muscolare che può portare a disfunzioni sessuali e del pavimento pelvico. L’orgasmo ottenuto durante la penetrazione stimola l’afflusso di sangue nella regione pelvica e vulvovaginale aumentando l’umidità vaginale e migliorando la lubrificazione.

La vagina, come qualsiasi altro organo, si atrofizza se non è mantenuta attiva con un esercizio regolare e costante.

Una ginecologa americana, la prof.ssa Mary Jane Minkin, docente all’Università di Yale, ha condotto uno studio facendo usare a un gruppo di pazienti con problemi di secchezza e atrofia vaginale un particolare tipo di vibratore, fatto di silicone senza sostanze chimiche nocive per la salute. I risultati sono stati positivi e più della metà delle pazienti hanno riscontrato un miglioramento significativo della lubrificazione e della elasticità vaginale con una conseguente riduzione dei fastidi legati alla penetrazione.

Purtroppo, un tabù riguarda proprio i disturbi della sfera sessuale in menopausa.

«Quando si parla di menopausa si citano le vampate, i disturbi dell’umore, l’aumento di peso, ma raramente si parla di quello che accade a livello genitale, con la conseguenza che l’atrofia vulvovaginale rimane una delle conseguenze più marcate del calo degli estrogeni, sottodiagnosticata, e ancor meno trattata » segnala Rossella Nappi ginecologa dell’università di Pavia e all’ospedale San Matteo.

La comunità scientifica sa da tempo che il calo degli estrogeni che accompagna la menopausa comporta dei cambiamenti visibili e tangibili a livello del tratto urogenitale: le mucose diventano più sottili, meno idratate, più pallide, insorge bruciore, la vagina si accorcia e si restringe. Una condizione progressiva. In termini medici la “distrofia genitourinaria menopausale” sottolinea il frequente coinvolgimento anche della vescica, da cui dipendono la vulnerabilità alle cistiti, all’incontinenza da sforzo, da urgenza e mista.

«Possono esserci cambiamenti nel pH e nel microbioma locale correlati a cisti ricorrenti e disturbi urinari, con corse ripetute al bagno con la sensazione di avere la vescica piena anche se non lo è» sottolinea Nappi.

Dall’altra parte, molti medici tendono ancora a evitare di menzionare il problema: lo studio europeo Revive, condotto su oltre 3700 donne in Italia, Germania, Spagna e Regno Unito mostra che appena il 10% dei ginecologi ha introdotto l’argomento dell’atrofia vaginale con le proprie pazienti. 

«Solo negli ultimi tempi le donne hanno imparato timidamente a parlarne. Prima erano bloccate dal pudore, e davano per scontato che certi aspetti della sessualità non dovessero più interessarle dopo una certa età», ricorda Elsa Viora, presidente dell’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani. Ma la sessualità è un aspetto importante della qualità di vita, anche dopo i 60 anni. «Abbiamo diverse soluzioni per alleviare i sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale, così ampie che se ne possono trovare praticamente per ogni donna, con terapie locali, a base o meno di estrogeni oppure sistemiche, quest’ultime da preferirsi quando sono presenti anche altri sintomi della menopausa ».

Tra le soluzioni locali ci sono creme e gel idratanti, a base di acqua, acido ialuronico, vitamina E e colostro, ovuli, anelli e creme a base di estrogeni, per il rilascio localizzato di ormoni. O ancora, terapie orali che agiscono come regolatori dei recettori per gli estrogeni, ma che non sono ormoni e agiscono in modo selettivo solo sui tessuti genitali. Infine le terapie fisiche quali radiofrequenza o laser, che riscaldando il tessuto promuovono la produzione di nuovo collagene, sebbene l’American College of Obstetricians and Gynecologist consigli cautela, in attesa di nuove prove di efficacia.

Il rimedio più efficace rimane tuttavia l’allenamento dei muscoli del pavimento pelvico, con gli esercizi di Kegel, e soprattutto con l’attività sessuale: avere rapporti ricorrenti aiuta a mantenere più elastici i tessuti. Non a caso le donne che hanno pochi o nessun rapporto sessuale sono quelle che lamentano più disturbi.

«Non esiste alcuna ragione fisiologica per cui la menopausa debba rappresentare la fine della sessualità. Il famigerato calo della libido, di solito associato alla diminuzione degli estrogeni e del testosterone, in molti casi nasconde in realtà un problema psicologico.» Lo ha ribadito recentemente uno studio presentato al meeting annuale della North American Menopause Society, secondo cui la secchezza vaginale e i problemi alla vescica pesano per circa un terzo complessivamente sui motivi per cui ci si tiene lontani dal sesso.

Molte donne smettono di desiderarlo e respingono il partner il quale, sentendosi rifiutato, rinuncia anch’egli all’intimità, innescando così un circolo vizioso. Gli uomini over60 possono riscontrare un deficit di erezione che la secchezza vaginale della partner può peggiorare, dato che rende la penetrazione più difficile. D’altra parte, anche per loro l’attività sessuale costante e regolare è la migliore medicina contro i problemi prostatici e per mantenere la funzionalità dell’organo.

E’ quindi fondamentale affrontare questi problemi nell’ambito della coppia e trovare soluzioni insieme, cercando la complicità del partner. Si può stimolare il desiderio con giochetti erotici mai provati prima, anche con l’uso di sex toys, massaggi reciproci, creando una atmosfera intima con candele e profumi.

La prof.ssa Minkin spiega: «Per le donne che non hanno un partner e una vita sessualmente attiva, l’uso terapeutico del vibratore, con una frequenza di 3-4 volte a settimana, migliora i disturbi legati alla menopausa, e può essere associato a lubrificanti, o a creme a base di estrogeni, se non ci sono controindicazioni.

«Il vibratore è una valida soluzione senza effetti collaterali, specie per chi non può assumere estrogeni. Nel giro di un mese di applicazioni costanti si notano già miglioramenti e durante le visite di controllo spesso le pazienti riferiscono che non hanno bisogno di estrogeni, perché l’uso del vibratore favorisce una maggiore produzione di secrezioni vaginali e non avvertono più secchezza.»

«Il mio obiettivo è quello di educare le donne e convincerle che il sesso dopo una certa età non è sporco o immorale» prosegue la Minkin, «devono capire, inoltre, che i vibratori non sono qualcosa di imbarazzante, di cui ci si deve vergognare, ma possono aiutare veramente da un punto di vista medico ed essere piacevoli e divertenti, migliorando anche la vita di coppia in menopausa. Il concetto che per mantenere giovane e in buona forma il nostro corpo è necessario l’esercizio fisico è assolutamente vero, e vale anche per il pavimento pelvico e la vagina.»

Vista le loro funzione terapeutica i vibratori dovrebbero essere venduti in farmacia, ma ci vorrà probabilmente molto tempo prima che cadano i tabù legati al sesso e all’uso di questi oggetti ritenuti ancora “peccaminosi”. D’altra parte le donne proverebbero probabilmente imbarazzo a comprarne uno di persona. In attesa che cadano questi pregiudizi si possono acquistare vibratori in silicone online e farseli recapitare direttamente a casa in pacchetti completamente anonimi.

Quindi, amiche, non permettete più alle vostre insicurezze e paure di compromettere il rapporto di coppia o impedirvi di cercare un nuovo amore. La sessualità coinvolge tutto il corpo, ma parte dalla psiche. Occorre lavorare sulla propria autostima e sulle proprie insicurezze. Oggigiorno, le donne possono essere attraenti e desiderabili a qualsiasi età. La terza età è il momento migliore per godere di un sesso di qualità e per sperimentare nuove sensazioni. Anche in (temporanea) assenza di un partner.

***

Riferimenti:

https://www.medicitalia.it/blog/ginecologia-e-ostetricia/4295-vibratore-in-menopausa-migliora-il-sesso-e-la-secchezza-vaginale.html

http://www.today.it/donna/vibratore-menopausa-sesso.html

http://menopausaserena.altervista.org/otto-regole-per-migliorare-il-sesso-in-menopausa.html

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