Concerto per la Croce Rossa italiana

Il 26 aprile scorso si è tenuto un Concerto dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia per la Croce Rossa italiana all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

« Grazie di cuore per quello che avete fatto, che fate e che farete » con queste parole il maestro Antonio Pappano, direttore dell’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, ha introdotto il concerto dedicato alla Croce Rossa italiana, che segnava la ripresa dei concerti in presenza all’Auditorium Parco della Musica.

E mentre gli spettatori in piedi rivolgevano un caloroso applauso all’orchestra, tutti i musicisti si sono a loro volta alzati per applaudire i volontari in uniforme che formavano il pubblico in sala.

Questo straordinario gesto di condivisione e di reciproco riconoscimento ha unito in un abbraccio simbolico chi fa dono della propria arte per regalare gioia e chi fa dono del proprio tempo per alleviare le sofferenze altrui, creando da subito un clima di intensa commozione e compartecipazione.

« Abbiamo pensato di dedicare il primo concerto dal vivo a chi se lo merita di più » ha tenuto a precisare il Sovrintendente di Santa Cecilia, Michele dall’Ongaro, auspicando che questa pandemia possa rappresentare l’occasione per ridisegnare una nuova società più generosa e solidale, in cui il dono diventa fattore costitutivo del vivere comune, in grado di generare speranza e creare nuove modalità per rapportarsi agli altri, ispirandosi all’esempio delle donne e degli uomini di Croce Rossa che con abnegazione donano sè stessi, le loro energie e le loro risorse per migliorare le condizioni di chi soffre.

Il presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, ha a sua volta elogiato la dedizione dei volontari ricordando che ″fin dall’ inizio della pandemia non si sono risparmiati, impegnandosi a 360 gradi non solo nei servizi sanitari ma anche negli interventi di carattere sociale”. Dopo tanti mesi faticosi, in cui la speranza si è spesso alternata alla stanchezza e al senso di frustrazione, anche i volontari avevano « bisogno di essere coccolati », ha aggiunto, e il miglior modo per regalare quei momenti di serenità di cui abbiamo tutti bisogno è attraverso l’impareggiabile potere della musica che « cura l’anima ».

« L’atmosfera elettrica dietro il palco è un feeling che mi mancava da un bel po’ così come condividere le emozioni insieme. Finalmente questo giorno è arrivato » ha aggiunto il maestro Pappano ricordando, semmai ce ne fosse bisogno, l’importanza del contatto umano per sentirsi vivi, il calore della presenza che non può essere convogliato attraverso il freddo schermo di un computer.

Pur con il distanziamento e le mascherine, l’euforia di poter di nuovo assaporare un briciolo della vecchia normalità e dimenticare la tensione degli ultimi mesi era palpabile.

Poi la musica si è resa protagonista, avvolgendo la sala in un’atmosfera eterea, in grado di trasportare oltre i confini del tempo e dello spazio.

La mirabile direzione ed esecuzione della sinfonia Patetica di Tchaikovsky ha fatto rivivere l’inquietudine e l’angoscia che hanno caratterizzato l’ultimo periodo di vita del compositore, alternate al suo desiderio di bellezza e di armonia, che si traducono in passaggi struggenti fino a provocare un involontario groppo alla gola, commuovendo fin quasi alle lacrime per poi risollevare in un impeto di esultanza e di gioia. Lo stesso autore, in merito alla sua ultima sinfonia, disse: «in essa ho riposto tutta la mia anima».

E il mistero della magica comunione che la musica riesce a creare tra chi la compone, chi la esegue e chi l’ascolta, come fossero tutti legati da un filo invisibile che fa dialogare le loro anime, si è compiuto ancora una volta.

Il concerto, che includeva anche la Sinfonia 1 di Carl Philipp Emanuel Bach, si è concluso in uno scroscio di applausi e standing ovation più che meritati, che hanno costretto il maestro Pappano a tornare tre volte sul palco per ricevere la calorosa acclamazione del pubblico.

E mentre i musicisti lasciavano a malincuore la scena e l’eco delle note sembrava riecheggiare ancora tra le mura dell’anfiteatro, il parterre si è animato con i colori vivaci delle uniformi dei volontari di Croce Rossa, rosse per i soccorritori e gli operatori sanitari e sociali, blu per il corpo delle infermiere e caki per il corpo militare, ricordando l’unicità di quell’evento che rimarrà a lungo nella memoria e nel cuore di tutti.

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