Pet therapy e dubbi etici sulla sterilizzazione degli animali

Numerose evidenze scientifiche dimostrano che i benefici della pet therapy – la compagnia di animali domestici – sono sorprendenti. La relazione con un animale stimola il benessere psicologico, favorisce un maggiore movimento fisico e può addirittura rappresentare un valido strumento di cura negli ospedali e nelle case di riposo per anziani, strutture in cui le persone sono separate dall’affetto e dal supporto dei propri cari. Si ritiene, infatti, che tale terapia sia molto efficace nella riduzione del senso di solitudine, tipico della popolazione più anziana, che può portare alla depressione patologica. E’ stato, inoltre, dimostrato che il rapporto di tipo affettivo ed emozionale che si instaura tra uomo e animale favorisce l’abbassamento della pressione sanguigna e il rallentamento della frequenza cardiaca. La terapia con gli animali ha mostrato effetti benefici anche sui malati di Alzheimer, con effetti positivi su alcuni parametri comportamentali e cognitivi dei pazienti affetti da tale morbo.

Molte persone si chiedono se sia meglio comprare o adottare. Da una parte ci sono coloro che preferiscono comprarlo, per assicurarsi un animale sano e di razza. Dall’altra, ci sono coloro che provano maggiore soddisfazione nel salvare un animale da un canile, dando una seconda opportunità ad un cane o un gatto che ha dovuto subire abbandono e maltrattamenti.

Quando si adottano cani o gatti le associazioni di volontariato richiedono quasi sempre l’obbligo di sterilizzazione, affermando che « sterilizzare è un bene, un atto d’amore, non solo si prevengono nuove nascite, ma si evitano futuri problemi di tumori ».

Ora è evidente che, in realtà, la pratica della sterilizzazione degli animali domestici è attuata per evitare gravidanze indesiderate di cuccioli che potrebbero essere poi abbandonati e finire per strada ad ingrossare le file dei cani o gatti randagi.

La Lega antivivisezione (Lav), in collaborazione con le associazioni di categoria dei veterinari Anmvi e Fnovi, ha lanciato la campagna di informazione «Chi ama gli animali non fa nascere randagi» che punta proprio alla prevenzione del randagismo attraverso il ricorso alla sterilizzazione.

Alcuni veterinari affermano che, a dispetto di alcuni “pregiudizi”, la sterilizzazione non danneggia la salute degli animali e se la dieta è corretta non li fa ingrassare. Per quanto riguarda le femmine, poi, riduce di molto il rischio di tumori mammari, elimina quello del cancro uterino e previene gravi patologie a danno degli apparati riproduttori. «La sterilizzazione è una scelta responsabile nei confronti degli animali con cui viviamo – aggiunge la rappresentante della Lav – perché se anche si riesce a dare una casa a tutti i cuccioli generati dal proprio cane o dal proprio gatto, si toglieranno possibilità preziose di affidamento per uno dei tanti animali rinchiusi nei canili o abbandonati per la strada».

In Europa, giace da un anno una proposta di risoluzione del Parlamento di rendere obbligatoria la sterilizzazione di cani e gatti al fine di impedire la riproduzione incontrollata degli animali da compagnia, soprattutto in un’ottica di contenimento numerico degli stessi, prevenzione delle nascite indesiderate e riduzione di abbandoni e randagismo. I legislatori ritengono infatti che i benefici superano la minima quota di rischio connessa all’intervento chirurgico.

La motivazione finale può apparire legittima ma privare la femmina della maternità e il maschio della sua virilità non può essere definito un « atto di amore », tuttalpiù si può valutare che sia una scelta dolorosa ma necessaria.

Ammantando questa pratica con il “nobile intento” di proteggere i nostri amici a quattro zampe, ci mettiamo la coscienza a posto, anche se in molti casi, la scelta di sterilizzare o castrare – anzi, soprattutto quest’ultima – un cane è basata semplicemente sulla speranza di eliminare o limitare alcuni comportamenti “scomodi”, come l’aggressività verso gli altri maschi, la monta ossessiva di altri cani/umani/oggetti, la fuga in cerca delle femmine.

Il problema, ovviamente, è che non possiamo chiedere il loro parere.

Una gatta o una cagna preferiscono rinunciare ad avere dei cuccioli pur di essere adottate e non finire i propri giorni in un canile ? I cani soffrono davvero se privati dell’affetto di un « padrone » o preferirebbero vivere in gruppo allo stato brado, magari in campagna ?

Certo, i branchi di cani randagi o inselvatichiti possono rappresentare un problema o addirittura una minaccia per la società. Mancano le strutture per accoglierli e i finanziamenti per prendersi cura di loro.

Quindi scegliamo il male minore. Per noi più che per loro. E ci convinciamo che lo facciamo per il loro bene.

E’ stupefacente notare che nessuno, nemmeno i volontari più amorevoli e attenti ai bisogni degli animali, ravvisino alcuna crudeltà in questa pratica né si chiedano se sia davvero la soluzione migliore. Eppure si tratta sostanzialmente di una mutilazione, che incide sulla fisiologia degli animali, potendo creare anche alcuni effetti collaterali indesiderabili, dall’incremento ponderale alle incontinenze urinarie, passando per i possibili problemi di crescita qualora la sterilizzazione sia praticata in età prepubere. A livello fisico, altera un assetto ormonale che, se da una parte può risultare in una protezione da alcune patologie, dall’altra può contribuire allo sviluppo di altre. Funzioni cognitive e processi mentali possono risultare modificati. Inoltre, il rischio derivante dall’anestesia è presente come in qualsiasi altra operazione.

La nostra supponenza di umani ci spinge a voler decidere cosa sia meglio per questi animali, che pure affermiamo di amare, intervenendo su quella che è la primaria funzione di ogni essere vivente: la riproduzione e la prosecuzione della specie. Nessuno si interroga sulle conseguenze psicologiche e fisiche che tali interventi comportano per queste povere bestie, forse perché nessuno crede davvero che siano capaci di provare sentimenti o sofferenza psichica. Pensiamo che alla fine non si renderanno conto di quello che hanno perduto e che vivranno bene comunque grazie al nostro amore di magnanimi carcerieri.

E se lo facessero con noi ?

Se le elite al potere ci vedessero come quei cani e gatti da sterilizzare per prevenire i potenziali danni del sovrappopolamento e creare un mondo migliore ?

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